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Covid-19: i camionisti messi a dura prova durante il Coronavirus

06/05/2020

Durante l’emergenza creata dal Covid-19 anche i camionisti sono messi a dura prova. Non solo sono a rischio contagio sin dall’inizio di questa pandemia, ma questa categoria di instancabili lavoratori si confronta quotidianamente anche con l’assenza di servizi necessari per garantire un minimo di vita normale. L’impossibilità di usufruire di un pasto caldo e di usufruire regolarmente dei servizi igienici sono solo alcune delle problematiche dei camionisti che in questo periodo svolgono un super lavoro.
 
Camionisti che operano nel settore agroalimentare: la fascia più colpita dai disagi
Tra i camionisti che in questi mesi hanno continuato a lavorare in condizioni precarie c’è una fascia particolarmente messa a disagio dalle numerose restrizioni e dai pregiudizi: i camionisti che operano nel settore alimentare. Parliamo degli autotrasportatori che quotidianamente trasportano merci di natura alimentare per garantire rifornimenti costanti e sufficienti all’intero paese, lavoratori che in questo periodo si sono ritrovati a dover lavorare anche 24 su 24, passando quindi la loro vita sul mezzo di trasporto e sulle strade dell’Italia.
Fino a maggio, viste le alte richieste da parte dei supermercati i camionisti hanno lavorato senza tregua per assicurare il rifornimento di beni primari, ma come fanno notare i vari sindacati e le associazioni di categoria, questi lavoratori sono stati lasciati soli, a lavorare in condizioni totalmente precarie: senza avere la possibilità di appoggiarsi ad un punto ristoro e di usufruire dei bagni se non di quelli degli autogrill. Non solo, spesso anche se questi esercizi commerciali erano aperti i camionisti erano trattati come degli untori e spesso veniva negato loro la possibilità di usufruire dei bagni oppure di un pasto caldo. Inoltre, dopo le 18 questi pochi ed insufficienti servizi scompaiono visti i decreti in vigore.
 
Covid- 19: i camionisti messi a dura prova anche dalla possibile crisi finanziaria
Non solo questa categoria è stata praticamente abbandonata a se stessa sulle strade italiane ed estere, ma ora le associazioni di categoria e le imprese rischiano di andare incontro anche ad una crisi finanziaria senza precedenti. Già prima del Coronavirus la categoria degli autotrasportatori era messa a dura prova a causa dei pagamenti che avvenivano in ritardo e degli stipendi sempre più bassi, ma ora, tranne circa il 2% di imprese che in questo periodo hanno lavorato di più ed incassato alcuni pagamenti le altre rimandano i pagamenti, mettendo in questo modo in crisi le aziende di trasporto. Parliamo di circa 1,5 miliardi di crediti insoluti, soldi che non venivano pagati già prima dell’emergenza in corso. Ora, come fanno notare i sindacati e le associazioni la situazione si è aggravata ancor di più in quanto le aziende che richiedono i servizi degli autotrasportatori stanno rimandando ancor di più i pagamenti, mettendo in serie difficoltà le imprese che operano nel mondo degli autotrasporti.
Nel frattempo, mentre da un lato tante imprese del settore rischiano il fallimento, i camionisti continuano i loro lunghi viaggi in condizioni precarie, costretti a vivere il loro mezzo come se fosse l’unica casa che hanno e cercando di renderla quanto più vivibile e confortevole, magari aggiungendo qualche gadget e strumento utile per la vita in cabina.
 
 


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